Carissime e carissimi,
ci siamo!
Questo è il giorno in cui condividiamo finalmente il culmine di quella metamorfosi di cui vi accenno fin dall’avvio della newsletter e che fin qui è rimasta (volutamente, affinché i tempi fossero maturi) non del tutto espressa.
In una frase: oggi nasce la Naturopatia Archetipica.
E se siete saltati sulla sedia, respirate e mettetevi comodi, che adesso vi spiego meglio.
Già da un po’ ci eravamo accorti che l’identità di Artemía stava evolvendo, o meglio: che il suo Daimon (sì, anche le cose, i progetti, i luoghi, tutto ha un Daimon…) stava compiendo un netto, ulteriore passo per rivelarsi.
Non eravamo più “soltanto” quelli che, con opera di scavo filologico e appassionata verifica pratica, portavano la medicina paracelsiana e il suo sfondo esoterico a contatto con i problemi delle persone di oggi. Quello era il mandato iniziale, e a un certo punto abbiamo sentito di averlo compiuto. Ormai, stavamo facendo altro e di più.
Che cosa?
Riconnetterci, a un livello più profondo ed espanso, a una forma di conoscenza antica, anzi primordiale, e radicata nel fondo stesso dell’anima umana e dell’anima del mondo: quella che usa l’intelligenza archetipica, simbolica e immaginale per raccontare la vita, la natura, l’anima, la fisiologia e in ultimo la malattia e la guarigione. Per quella forma di conoscenza, la realtà è una trama vivente intessuta da forze numinose, dette dei, spiriti, demoni, soffi, che intrattengono tra sé rapporti di affinità e differenze, similitudine e opposizione.
A noi, questo approccio alla realtà parlava direttamente dalla tradizione ancestrale mediterranea. Ma, in sé, il pensiero archetipico non è limitato a un tempo o a un’epoca: è parte dell’essere umano ed è sempre potenzialmente accessibile in quanto radicato alla base stessa dell’anima e nella memoria stessa del corpo.
E così, mentre facevamo Naturopatia Spagyrica abbiamo aperto l’orecchio simbolico che il praticarla comportava ad ascoltare oltre i suoi iniziali confini. E siamo andati via via integrando elementi di lavoro corporeo, un maggiore ruolo della pratica immaginale, i contributi più moderni offerti sia dalla ricerca naturopatica che da quella psicologica, scientifica e filosofica. Non deviando mai dai nostri presupposti, ma anzi onorandoli e amplificando la nostra sensibilità ad abbracciare ulteriori orizzonti a essa coerenti.
Il risultato è una sintesi non riducibile a quella di nessun altra disciplina esistente, una nuova forma dell’antica medicina, una nuova visione vibrante tra le nostre mani.
Quali sono le sue attitudini? Cosa fa quest’Arte?
Se dovessi usare due sole frasi per dirlo, sceglierei queste:
Dona riconoscimento, ascolto e voce al dio ferito che grida nel sintomo, e nutre quel dio con il suo simile, con il suo stesso nettare, sia esso portato attraverso un rimedio, un’esperienza corporea e immaginativa, un consiglio, o semplicemente nella parola che gli restituisce una dimora.
Il che significa che quello che portiamo avanti oggi è lo stesso approccio tracciato da Paracelso stesso nei suoi testi-manifesto, che si apre però ad abbracciare forme e strumenti che al suo tempo non c’erano, così come non c’erano i temi e i problemi che affliggono le persone oggi.
Da quelle radici così forti e per cui abbiamo molto lottato abbiamo dunque aperto le ali, portando l’approccio alle sue più radicali e rigorose conseguenze. Riteniamo di aver così dato vita a qualcosa che risponda ancor di più alle domande dell’umanità attuale, alla sua richiesta di Senso e alla sua particolare e profonda necessità di integrare in una visione spirituale inclusiva le più scomode sfere dell’esistenza e la sua fragilità.
Questo cambiamento è un fatto già avvenuto nelle consulenze individuali, e adesso si spinge a permeare la formazione.
Si tratta quindi di riconoscere il passaggio in atto, attraverso un necessario cambio di nome. Da oggi, la nostra non può più solo definirsi una naturopatia strettamente spagyrica: da oggi, quella di Artemía è e diviene a tutti gli effetti una più ampia e pionieristica Naturopatia Archetipica.
La nuova Accademia avrà l’esplicito intento di fondare questo approccio e di trasmetterlo, trasmettendo così una pratica che permetta di incontrare il simbolismo e le immagini originarie che innescano i sintomi di una persona che chiede una consulenza.
Del resto, da sempre l’Accademia è per noi il luogo di una condivisione quasi “in diretta” della nostra ricerca.
Il programma contiene quasi tutto quello che c’era prima, insieme a molto altro, e come sempre propone un viaggio ad alto tasso di esperienzialità.
Lo potete già vedere: è da questo momento infatti già disponibile sul sito per essere consultato, sebbene in una forma non ancora del tutto definitiva, a questo link https://www.
Il sito nel suo complesso, invece, sarà rinnovato del tutto nei prossimi tempi.
Ecco, questa era la “bomba”
Fateci sapere se avete domande.
Il discorso non termina qui ma, intanto, ve lo volevamo introdurre.
Nei prossimi tempi, mese dopo mese, contenuto dopo contenuto, andremo più in profondità.
Intanto, vi abbraccio tutte e tutti e vi auguro un proseguimento gioioso di questa torrida Estate
Stefano